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Livorno, Italy
Naturopata, iridologo, erborista. Insegnante incaricato dei corsi di Naturopatia per l'Università Popolare di Scienze Umane di Milano fino ad ottobre 2008. Consulente scientifico per la formulazione di farmaci naturali, rimedi omeopatici e quantistici. Specializzato in Omeopatia Classica, omotossicologia, radionica, kinesiologia applicata e yoga; da sempre sostenitore di un approccio conoscitivo della Salute e della Medicina da parte del paziente, per l'apprendimento di uno stile di vita che porti alla Guarigione ed al mantenimento della Salute.

LIBRO DEI FUNGHI MEDICINALI


L’antica conoscenza tradizionale delle proprietà terapeutiche dei funghi viene dall’Estremo Oriente ed in particolare da Cina, Giappone, Korea e Russia settentrionale e orientale. I funghi erano e sono tuttora molto importanti anche per gli Indiani Americani. Gli Imperatori delle grandi Dinastie Reali Cinesi bevevano the e decotti di funghi per aumentare la vitalità e la longevità. Le proprietà medicinali del Ganoderma lucidum furono menzionate per la prima volta durante il regno del primo imperatore cinese Shin Huang della Dinastia Ch’in. Nell’antica Cina il Reishi o Ling zhi, adorato per la sua capacità di conferire salute, benessere ed eterna giovinezza, era considerato alla stregua di una divinità, tanto che circa 700 anni fa fu dipinta, sulle pareti di un tempio cinese, la “Divinità Reishi” (“Reishi Goddess” o “Reishi Senshi”).

La farmacopea Pen T’sao Kang Mu descrive l’uso del Ling zhi in questo modo: “… sostiene positivamente l’energia vitale e il QI del cuore…”. In essa è scritto anche che aumenta la capacità intellettuale e migliora la memoria. Lo Shiitake o Shiang Ku è tradizionalmente conosciuto per il suo valore culinario. Lo Shiitake crudo o essiccato era utilizzato fin dai tempi antichi per il suo gusto e per il suo aroma. In molte culture dei Nativi Americani venivano usati funghi allucinogeni per pratiche medicinali, spirituali e di guarigione; per loro infatti, ogni malattia era correlata ad un disagio spirituale e per questo motivo andava trattata anche a quel livello. Queste pratiche, che prevedevano l’uso di funghi allucinogeni, erano molto antiche, ma furono pressoché soppresse con l’avvento degli Spagnoli. Le civiltà occidentali hanno da poco iniziato a valutare la grande potenzialità dei funghi medicinali, ma l’interesse è sempre più forte ed il numero di studi scientifici al riguardo sta aumentando velocemente. Tra la fine del 20° secolo e l’inizio del 21°, la produzione dei funghi è cresciuta in modo esponenziale sia per lo sviluppo di nuove e moderne tecnologie (coltivazione sterile, colture di micelio…) che per la crescita della consapevolezza popolare delle proprietà nutrizionali e salutari dei funghi. La produzione mondiale dello Shiitake (Lentinus edodes), per esempio, è cresciuta da 200.000 tonnellate nel 1986 a 3 milioni di tonnellate nel 2006.

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INFO RAPIDE SUI FUNGHI MEDICINALI

I Funghi rappresentano un particolare Regno di organismi ben distinto dagli Animali e dai Vegetali. Se ne conoscono oltre un milione e mezzo di specie dai più microscopici ai più grandi ed hanno particolari caratteristiche, eccone alcune:

· Dal punto di vista evolutivo sono più vicini agli animali che alle piante.

· Si riproducono attraverso le spore.

· Non hanno clorofilla perciò non hanno la fotosintesi.

· La struttura della membrana delle loro cellule non è cellulosa ma chitina.

· Le malattie dei funghi, a differenza di quelle delle piante, affliggono anche gli umani. Molti microbi che attaccano i funghi come Escherichia coli, Stafilococchi, Pseudomonas, ecc. creano patologie anche agli umani che pertanto possono utilizzare le strategie difensive biologiche dei funghi che sono organizzati per produrre sostanze antibiotiche per combattere i batteri.

· I funghi contengono potenti medicinali e moltissimi nutrienti.

L’uomo da millenni si è nutrito e curato con i funghi e l’utilizzazione più corretta e priva di effetti collaterali è quella di assumerli interi in qualsiasi forma, proprio perché costituiscono un vero e proprio complesso sinergico.

Si conoscono circa 300 specie di funghi con proprietà terapeutiche, ma più importanti sono circa 35 specie ed almeno 20 sono coltivati in modo biologico su terreni privi di sostanze tossiche (la maggior parte hanno anche grande importanza alimentare) e dopo una corretta essiccazione sono pronti per essere utilizzati.

I funghi contengono fino al 40% di proteine, fino al 21% di carboidrati, oltre il 30% di fibre insolubili, minerali e vitamine (B1, B2, niacina, biotina, Vit C, precursori della Vit D), enzimi, triterpeni, lipidi, ecc.

Le loro proprietà terapeutiche si esprimono soprattutto come:

immunomodulanti, detossicanti, tonificanti, riequilibranti metabolici (colesterolo, acido urico, creatinina), antiossidanti, anticoagulanti, antidiabetiche, antinfiammatorie, antimicrobiche e antivirali.

Molti sono stati clinicamente studiati ed evidenziano chiaramente importanti attività antineoplastiche, inoltre sono tutti privi di tossicità, e sono ben tollerati.

L’utilizzo medicinale dei funghi, a seconda della patologia, si orienta sulla parte più adatta: micelio, spore, fungo intero.

Per la cura di malattie degenerative è consigliabile usare il fungo intero che nei casi gravi può venire arricchito con estratti, in modo da mantenere l’azione più equilibrata.

Il tipo di azione più importante dei funghi medicinali è il ripristino dell’OMEOSTASI, per la sinergia del complesso delle sostanze che contengono, senza provocare stress aggiuntivo all’organismo attivando, in modo non specifico, la capacità di autoregolazione.

La loro azione è di tipo adattogeno e si manifesta su vari livelli: Sistema Nervoso, Sistema Endocrino, Sistema immunitario, Psiche.

La Medicina Allopatica tende ad utilizzare i principi attivi estratti e concentrati per aumentarne l’azione, però questo metodo può dare degli effetti collaterali che scompaiono con l’utilizzo del fungo intero in dosi fino a 15 gr. per somministrazione.

Le proprietà curative espresse dai funghi dipendono principalmente da tre tipi di composti e dalla loro capacità di attivazione dei metabolismi di disintossicazione:

· ENZIMI – SOD, Catalasi, Proteasi, Ossidoreduttasi, Perossidasi. Esiste un rapporto inverso tra diminuzione del potere enzimatico e la lunghezza della vita. Disintossicazione, supporto del sistema immunitario, equilibrio del metabolismo cellulare, della flora intestinale, del PH.

· METABOLISMI SECONDARI – Sostanze chelanti, lecitine, steroli, antibiotici, triterpeni. Sostanze antiangiogenetiche, trombina inibitori, ACE inibitori, statine naturali, sostanze anticoagulanti. Inibizione della proliferazione cellulare e dei processi di metastatizzazione, stimolazione dell’attività antitumorale e antimicrobica, modulazione del ciclo cellulare, ecc.

· POLISACCARIDI – Attività antitumorale e immunomodulante. – Chitine, Beta-glucani, Glicoproteine. Attivazione e riequilibrio della risposta immunitaria.

· DISINTOSSICAZIONE – Attivazione della disintossicazione del sovraccarico tossico dovuto a Alcool, fumo, conservanti, alimentazione sregolata, farmaci antidolorifici, antibiotici, cortisonici, immunosoppressori, alterazione dell’omeostasi, infiammazioni, dolori articolari, infezioni, cronicità, disbiosi, candidosi, eccesso di radicali liberi, stress ossidativi, ecc.

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AGARICUS BISPORUS

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E’ un fungo conosciuto dall’antichità, commercializzato in tutto il mondo, ottimo dal punto di vista alimentare sia cotto che crudo.

L’Agaricus Bisporus è ricco di sostanze disintossicanti e depurative a livello intestinale. Può neutralizzare molti prodotti tossici derivanti dal degrado dei cibi come metano, indolo, scatolo, trimetilamina ecc. Inoltre combatte gli acidi urici e l’insufficienza renale.

Favorisce l’inibizione dell’aromatasi agendo sugli squilibri ormonali della menopausa e agendo da prevenzione nella iperplasia prostatica e sulle patologie mutagene sia maschili che femminili.

Ha un’ importante azione protettiva sui reni che ne migliora la funzionalità ed è utile nell’iperuricemia e nella gotta, inoltre stimola il sistema immunitario e la produzione di Interleuchine, previene e cura il CA prostatico.

Il suo utilizzo terapeutico: Insufficienza renale, Iperuricemia e gotta, Azione prebiotica, CA mammario e prostatico, ecc.

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AGARICUS BLAZEI MURRIL

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Questo fungo, conosciuto fin dall’antichita, è uno dei più studiati al mondo per le sue qualità terapeutiche.

Contiene minerali come magnesio e potassio e vitamine B, E, D, tutti gli aminoacidi essenziali, polisaccaridi, betaglucani (azione antitumorale), inoltre vari fosfolipidi e steroidi con attività antineoplastica.

Stimola enzimi essenziali per la sintesi di melanina, dopamina, ubichinone e coenzima Q 10 (fondamentale nel ciclo di Krebs) per la produzione di ATP e l’ossigenazione cellulare.

Tra tutti i funghi officinali è quello che ha la maggiore azione stimolante sul sistema immunitario tale da essere considerato efficace nelle terapie antitumorali e contro l’AIDS.

Una settimana di assunzione di questo fungo, nella dieta giornaliera, provoca un considerevole aumento delle cellule Natural Killer e ne favorisce l’infiltrazione nei tessuti tumorali.

La caratteristica più importante di questo fungo è l’alta quantità di Superossido Dismutasi (SOD) che contiene e che favorisce un’importante attività antiossidante.

La sua spiccata azione antitumorale è legata alla grande quantità e varietà di polisaccaridi e proteoglicani che hanno un’azione inibente sulla crescita neoplastica e protettiva per le cellule normali. I dosaggi consigliati vanno da 10 a 20 mg/kg, mentre alti dosaggi (300mg/Kg) hanno grande efficacia sui tumori esistenti, inoltre l’associazione con i chemioterapici e la radioterapia ne moltiplica l’efficacia terapeutica.

Questo fungo è un epatoprotettore e disintossicante nelle epatopatie causate da sostanze chimiche, è utile nel trattamento delle epatiti e nella cura dell’ipercolesterolemia.

La sua azione ipoglicemizzante lo rendono particolarmente adatto nella cura del diabete tipo I e II.

Per le sue capacità immunomodulanti è utile nelle allergie, nelle infiammazioni e in tutte le malattie autoimmuni.

Le indicazioni cliniche più importanti sono: Invecchiamento precoce, Problemi funzionali del fegato, Ipertensione, Diabete, SFC, Stress, Allergie, Deficit immunitario, Recidive da infezioni, Cronicità, Tumori in genere, ecc.

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AURICOLARIA – JUDAE

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Utile nelle emorroidi e nei sanguinamenti, stimola l’azione del sistema immunitario ed è un ipoglicemizzante in quanto rallenta la velocità del transito intestinale e l’assorbimento dei carboidrati, è un’ipocolesterolemizzante e riduce il livello dei trigliceridi. Per il suo effetto vasodilatatore è indicato nella insufficienza venosa e nelle trombosi. Rinforza tutte le mucose e attiva l’eliminazione dell’acido lattico dopo sforzi fisici.

Ha un effetto immunologico stabilizzante attraverso l’aumento dei leucociti, delle NK e della riduzione dei radicali liberi ad opera della Superossidismutasi (SOD).

Per la presenza di adenosina, previene trombosi e patologie cardiovascolari (agisce come anticoagulante)

Contiene polisaccaridi, vitamine e minerali (potassio, calcio, rame, zinco, magnesio , ecc.)

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COPRINUS COMATUS

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E’ un comune fungo commestibile che cresce nei prati.

Contiene vitamine (C, D, B, E, soprattutto Niacina), minerali (Vanadio, Potassio, Calcio, Ferro, Rame, Zinco), molti aminoacidi tra cui tutti gli essenziali e oltre il 30% di proteine.

Il Vanadio ha un forte effetto antidiabetico privo di effetti collaterali e perciò è indicato nel diabete tipo I e II, ed è inoltre adatto nella cura della stipsi, emorroidi, intossicazioni epatiche, infezioni intestinali e stress.

La sua attività terapeutica si esprime principalmente nel: Diabete I e II, Intossicazioni epatiche, Stipsi, Emorroidi, Infezioni intestinali, Stress.

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CORDYCEPS SINENSIS

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E’ un fungo parassita di un insetto, è originario del Tibet e cresce fino a 5000 mt.

Molto raro e costoso ma è possibile coltivarlo.

E’ un grande tonico nelle convalescenze e in tutti i problemi dovuti a deficit del sistema immunitario.

Ha una importante azione antivirale, regola la produzione del DNA, stimola la differenziazione cellulare ed inibisce la sintesi del DNA e RNA nelle cellule neoplastiche.

Ha un’azione ipocolesterolemizzante, aumenta l’ HDL nei soggetti con alimentazione ricca di grassi, previene la formazione di placche ateromasiche nei vasi, attiva il metabolismo epatico, tonifica i reni, cura l’impotenza da deficit ormonale,migliora la funzionalità renale (creatinina, proteinuria, intossicazioni, nefriti). Combatte i radicali liberi per il supporto che sviluppa sulla per ossidasi e sul SOD.

Inoltre migliora le prestazioni fisiche e sportive perché migliora la produzione dell’ATP del 40% e l’utilizzo dell’ossigeno, ha un’azione cardiotonica e regola il ritmo cardiaco e aumenta l’eliminazione dell’acido lattico.

Stimola la sintesi del testosterone e aumenta il vigore fisico e mentale.

Le sue indicazioni più importanti sono: Stanchezza, Depressione, Convalescenza, Impotenza e Sterilità maschile e femminile, Squilibri ormonali, Insufficienza renale, Glomerulonefrite, Insufficienze renali, Ipercolesterolemia, Malattie virali, Asma, Bronchiti, ecc.

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GANODERMA LUCIDUM

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E’ considerato una tra le 10 sostanze dal punto di vista terapeutico tra le più efficaci, in oriente viene considerato il Fungo dell’immortalità, il suo uso è antichissimo in oriente, è un grande stimolante e valido antinvecchiamento.

Viene coltivato e poi utilizzato in polvere, in capsule, in estratti, decotti e agisce come regolatore dell’organismo, previene patologie epatiche, ipertensione, problemi vascolari, trombosi, allergie e molto altro.

Le proprietà curative del fungo sono collegate alla presenza di polisaccaridi e glicoproteine che hanno un’importante azione immunomodulante, ed alla prevenzione messa in atto da enzimi che combattono lo stress ossidativo e la detossicazione cellulare (SOD, laccasi).

Efficace, con risultati di guarigione in 2 settimane, sul 90 % di pazienti affetti da bronchite cronica. Risolve rapidamente sintomatologie allergiche grazie alla sua azione mediatrice sulla produzione di istamina ed alla modulazione del sistema immunitario.

Ha un’azione antiipertensiva grazie all’attivazione di un meccanismo ACE inibitore che, peraltro, non ha gli effetti collaterali dei farmaci chimici.

Esplica una fortissima attività epatoprotettrice che lo rende adatto ad associare la chemioterapia come supporto disintossicante.

La sua azione diviene importante per curare: Stanchezza, Invecchiamento precoce, Problemi cardiovascolari, Allergie, Problemi del sistema respiratorio, Statosi epatica, Tossicosi, ecc.

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GRIFOLA FRONDOSA

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E’ un fungo leggendario per le sue attività terapeutiche e da sempre è stato utilizzato come tonico, adattogeno: migliora lo stato di salute generale e conferisce benessere, cura l’ipertensione e combatte le degenerazioni cellulari, migliora il metabolismo lipidico e quello del glucosio, sia periferico che epatico, per questo ha un’importante azione antiobesità e cura le malattie del fegato.

L’aspetto più importante, però, e dato dal particolare tipo di Polisaccaridi presenti che sono altamente biodisponibili e molto attivi sul sistema immunitario.

L’uso giornaliero di piccole quantità di questo fungo intero, associato ad una frazione del suo estratto, esalta la sua azione antitumorale e può ridurre del 90 % la proliferazione di cellule mutagene.

La sua azione si esplica principalmente: Patologie tumorali, Effetti collaterali della chemioterapia, Obesità, Cistiti, Diabete, Ipertrigliceridemia, Deficit immunitario, Epatiti, Ipertensione, Stress, ecc.

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HERICIUM ERINACEUS Houtou

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E’ un fungo ricco di oligoelementi e minerali come Germanio e Selenio, contiene inoltre acidi grassi antitossici, vitamina D e sostanze antibatteriche, numerosi polisaccaridi e betaglucani.

Ha importanti quantità di aminoacidi tra cui tutti gli essenziali, contiene polisaccaridi e betaglucani che conferiscono un’azione antitumorale, previene neoplasie del tratto gastroenterico, è utile nelle problematiche dermatologiche legate a problemi psichici.

Protegge e ricostruisce la mucosa gastrointestinale danneggiata e riduce la tendenza alla metastasi nei tumori gastrointestinali.

Contiene sostanze ad alto contenuto di fosforo per cui diviene un rimedio specifico per la costituzione fosforica e le sue diatesi.

E’ un potente immunostimolante, e la presenza di un diterpenoide (Erinacina H) stimola la produzione del Nerve Growth Factor (NGF) e la sintesi della mielina nelle cellule nervose, conferendogli un’importante attività terapeutica nelle malattie degenerative del sistema nervoso.

Si utilizza nei: Problemi del sistema digestivo, Gastriti, Reflusso gastroesofageo, Ulcere gastroduodenali, Infiammazioni alle mucose, Morbo di Crohn, Rettocolite ulcerosa, Tumori del tratto gastrointestinale, Deficit del sistema immunitario, Dermatiti, Neurodermiti, Problemi bronchiali, Depressione, Insonnia, Deficit della memoria, ansia, Morbo di Alzheimer, Sclerosi multipla, ecc.

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INONOTUS OBLIQUUS Chaga

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E’ un fungo siberiano tradizionalmente usato per le sue capacità curative come disinfettante e antibiotico, grande disintossicante, tonico e ricostituente.

E’ un efficace immunostimolante, ha un’azione antimutagena che si esprime principalmente nei problemi legati al seno e agli organi sessuali femminili.

Recenti studi confermano la sua attività antivirale dovuta all’inibizione della proteasi virale.

E’ il più potente antiossidante naturale conosciuto, contiene quantità di SOD 5 volte superiori al Reishi e al Cordyceps.

Si utilizza nei: Problemi gastrici, Contro i virus dell’influenza A e B, Per la cura di patologie tumorali.

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LENTINUS EDODES Shiitake

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Anticamente diffuso in Cina e Giappone, usato per curare raffreddore, influenza, bronchite e per la prevenzione di ipertensione, ipercolesterolemia e come tonico attivo su reni e fegato.

Infatti ha un importante effetto ipocolerterolemizzante e aumenta i livelli di HDL, la sua azione antiipertensiva è dovuta anche al suo potere elasticizzate delle arterie e alla sua azione alcalinizzante che crea condizioni inibenti la proliferazione della candida e lo fa essere un rimedio preventivo nell’iperuricemia e nella gotta.

Questo fungo, insieme al Reishi, è particolarmente attivo nel prevenire la formazione di depositi ateromatosi sulle pareti vascolari e le patologie che ne derivano.

I Betaglucani che contiene hanno un’azione di stimolo sul sistema immunitario esprimendo una significativa attività e prevenzione antitumorale, inibisce, inoltre, la struttura vascolare del tumore inducendo una necrosi nella passa tumorale.

Mantiene la funzionalità della ghiandola del Timo e dell’asse Ipofisi-Surrene.

Sostiene i pazienti in cura chemioterapia nella prevenzione della Cachessia Neoplastica.

Le sue indicazioni cliniche sono: Ipercolesterolemia, Affezioni virali, Obesità, Steatoso epatica, Stress, Iperuricemia, Cancro, Arterosclerosi, Deficit erettivi.

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PLEUROTUS OSTREATUS

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L’attività terapeutica più importante di questo fungo è di combattere validamente l’ipercolesterolemia per le notevoli quantità di lovastatina che contiene e che non ha effetti collaterali.

Il 5 % di questo fungo nella dieta giornaliera diminuisce di oltre il 45 % i livelli di colesterolo, riduce gli accumuli di colesterolo e trigliceridi nel fegato e inoltre aumenta la frazione di LDL.

E’ molto importante la sua azione di prevenire e ridurre la formazione della placca ateromatosa nei vasi riducendo i danni coronarici e la fibrosi cardiaca.

Il suo uso giornaliero favorisce l’eliminazione e il degrado degli acidi biliari e costituisce un’efficace prevenzione e una veloce azione antitumorale sul CA Prostatico.

Ha inoltre una importante azione antinfiammatoria molto efficace che è paragonabile al diclofenac, e il suo estratto inibisce l’aggregazione piastrinica al 90 %.

E’ efficace nell’Ipercolesterolemia, Nell’alterazione del quadro lipidico, Come prevenzione dell’aterosclerosi e delle Patologie cardiovascolari, Nel CA prostatico, Nell’invecchiamento precoce, ecc.

POLYPORUS UMBELLATUS

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Questo fungo ha una spiccata azione sul sistema linfatico per cui è utile nei linfedemi e nelle malattie proliferative ghiandolari. E’ considerato un diuretico naturale e stimola l’escrezione per via urinaria di sodio e cloro, ma mantiene i valori di potassio.

Utile nella prevenzione dei calcoli urinari e del cancro alla vescica, inoltre è usato nel trattamento delle infezioni urinarie ed è un importante drenante del tessuto connettivo.

Sostiene il paziente nel corso di chemioterapia aiutando la disintossicazione attraverso il sistema linfatico.

E’ importante nel trattamento dell’epatite B normalizzando in poche settimane la funzionalità epatica.

Ha un grande potere antiossidante e attività antiemolitiche indotte da prodotti chimici. Il suo effetto antitumorale è dovuto all’inibizione della replicazione del DNA nelle cellule tumorali.

E’ usato con successo negli: Edemi, Ritenzione di liquidi, Ipertensione arteriosa, Epatiti, Intossicazioni da farmaci e chemioterapici, Metastasi linfonodali, Tumori polmonari, Vescicali, Leucemia, ecc.

TRAMETES VERSICOLOR Coriolus

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Questo fungo, componente fondamentale della medicina orientale, è un’importante stimolante del Sistema immunitario e inoltre antiossidante, antibatterico, e rappresenta, in Giappone, il farmaco antitumorale più venduto, utilizzato anche in associazione con chirurgia, chemioterapia e radioterapia.

Contiene due importantissimi polisaccaridi (PSP, PSK), sostanze estraibili in decotto, fortemente immunostimolanti, antibatteriche, antivirali, antitumorali soprattutto nei tumori immuno-dipendenti (mammari, prostatici), e ad eziologia virale.

Cura le cronicità e le degenerazioni, ma soprattutto è indicato nella CFS (Sindrome di Fatica Cronica) per la sua capacità di incrementare notevolmente l’energia vitale, inoltre è valido, con notevoli risultati, in tutte le forme di espressione di Sicosi: miasma che predispone a patologie di impregnazione tossica espressa dalla pelle sotto forma di vegetazioni, conditomi, verruche, papillomi e tumori epiteliali.

Il suo impiego principale: Effetti collaterali di chemioterapia e radioterapia, Candidosi, Affezioni virali, Epatite C, HIV, Herpes, CFS, Patologie tumorali, Sclerosi multipla, Anemia, Diabete tipo II, AIDS, Malattie autoimmuni, Fibromialgia, Artrite reumatoide, Toxoplasmosi, ecc.

HP. Meluzzi Mario

19 febbraio 2010

MAGNETIKA© (1° CAPITOLO)

IL CORPO PSICHICO

psiche

Sia la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia che l’antica dottrina cinese dei Cinque Elementi concordano nell’affermazione che i conflitti emozionali non risolti possono creare squilibri energetici nel corpo fisico e, di conseguenza, alterazioni metaboliche e malattie organiche. Così come, accumuli di tossine di vario tipo sono in grado di provocare squilibri energetici e manifestare alterazioni emozionali e negli stati d’animo delle persone.

Vedere il nostro corpo come una macchina, considerandolo suddiviso in organi e sistemi e separare le funzioni psichiche dalle organiche rappresenta un principio di dualismo mente-corpo che deriva dal pensiero di Cartesio in filosofia e dalle teorie di Newton in fisica.

Questo modo di pensare oggi sta cedendo il passo ad altri apporti filosofici nonché alla fisica einsteniana.

Il considerare il corpo e la mente separati ha provocato una differenziazione tra sintomi somatici e psichici: i primi vengono considerati il risultato di una disfunzione organica ed i secondi di una alterazione della mente.

Anche i più recenti approcci psicosomatici, che considerano i sintomi fisici come l’effetto di un disturbo mentale, continuano a conservare una separazione tra i due livelli e neppure la P.N.E.I. , che abbiamo citato all’inizio, riesce a superare completamente questo limite.

L’opinione che attualmente si sta affermando sempre di più è che l’Essere Umano sia una “unità psicobiologica” e possa essere definito “corpo psichico”.

Il “corpo psichico” è una unità sostenuta dal Sistema Nervoso (distinto in Centrale, Periferico ed Autonomo) che funziona in collegamento con l’Ambiente e con il resto degli Organi ed Apparati.

E’ il Sistema Nervoso che crea un insieme di risposte dinamiche ed di adattamenti attraverso i quali si sviluppano i modelli di comportamento e le reazioni metaboliche agli stimoli ed ai conflitti emotivi.

La comprensione di questa “unità psicobiologica” si trova chiaramente nelle scoperte della moderna fisica quantica e della biologia:

La Teoria del campo unificato (Fidel Franco) e la Teoria delle stringhe e superstringhe (particelle multidimensionali, vere e proprie messaggere, incessanti tessitrici delle particelle materiali, dalle quali nasce l’organizzazione coerente di ogni corpo) propongono una visione unificata di tutte le connessioni mente-corpo e, nello stesso tempo, spiegano il meccanismo della malattia come fenomeno della “risonanza” che si osserva in campo microfisico e provoca mutamenti nel substrato biofisico della “coscienza” situato nelle formazioni del Sistema Nervoso (Zohar, Danah, “Quantumself”, - William Morrow & co 1990), e mutamenti biochimici, funzionali e/o organici.

Le ricerche del biologo Bruce H. Lypton dimostrano che il D.N.A. è influenzato dai nostri pensieri e dall’ambiente, da qui si capisce l’importanza del nostro pensiero, sia positivo che negativo, sulla nostra biologia e perciò sulla nostra salute.

I GENI

            geni

L’essere umano è composto da miliardi di cellule ognuna delle quali possiede funzioni che sono equivalenti a quelle del nostro sistema nervoso, dell’apparato digerente, del sistema respiratorio, dell’apparato endocrino, circolatorio, escretorio, riproduttivo ed, attraverso l’utilizzo di alcune proteine che si comportano come anticorpi, di un sistema immunitario.

Inoltre hanno la capacità di apprendere esperienze legate all’ambiente e creare così una sorta di memoria cellulare che possono trasmettere a cellule figlie.

Per esempio, per formare una proteina anticorpo contro un virus, la cellula deve creare un nuovo “gene” (utilizzando frammenti di DNA che codificano specifiche proteine) che diventerà poi il modello per la difesa da quel virus.

L’anticorpo così prodotto si attiva producendo infinite copie di se stesso che “agganciano” il virus invasore lo disattivano e lo “marchiano” perché venga distrutto.

La Genetica, attraverso le sue ricerche, ci ha convinto che i geni abbiano il controllo della nostra vita e che l’ereditarietà determini i nostri comportamenti e le nostre predisposizioni patologiche.

Si è scoperto invece che malattie come diabete, problemi cardiovascolari, cancro, ecc., non trovano la causa nelle predisposizioni ereditarie, ma nelle complesse interazioni tra svariati fattori genetici e ambientali.

Possiamo dire che l’attività di un gene non deriva dal gene stesso ma da un segnale che proviene dall’ambiente.

IL DNA

                       dna 

Le cellule del nostro corpo sono composte principalmente da quattro tipi di grandi molecole: polisaccaridi (zuccheri complessi), lipidi (grassi), acidi nucleici (DNA e RNA) e proteine. Naturalmente le proteine sono il componente più importante degli essere viventi.

All’interno di un cromosoma, il DNA costituisce il nucleo e le proteine avvolgono il DNA coprendolo.

Quando i geni sono coperti, le loro informazioni non possono venire “lette”.

A questo punto occorre un segnale dall’ambiente per cambiare la forma alla proteina in modo che si stacchi dal DNA e permetta la lettura del gene.

Spieghiamo meglio questo processo:

Ogni proteina è formata da una catena lineare di aminoacidi i cui legami (peptidici) sono flessibili in modo tale che permettono alla catena di assumere varie forme in virtù dell’interazione tra le cariche elettromagnetiche presenti nella catena degli aminoacidi, proprio come una colonna vertebrale che ha la capacità di ruotare e contorcersi.

La forma definitiva (conformazione) di una proteina è il risultato dell’equilibrio tra le sue cariche elettromagnetiche, e, se le cariche vengono alterate, la proteina modificherà la sua forma per adeguarsi alla nuova distribuzione delle cariche.

La distribuzione delle cariche elettromagnetiche in una proteina può essere modificata da una serie di fattori quali: il legame con altre molecole come ormoni o enzimi, l’aggiunta alla catena di ioni carichi elettricamente oppure l’interferenza con campi magnetici.

Una molecola di carica positiva o un segnale di carica elettrica, che si lega ad una estremità della catena proteica, crea un eccesso di carica alterando l’equilibrio elettromagnetico della catena, con conseguente modifica della conformazione della proteina.

Il cambiamento della conformazione crea un movimento della proteina che attiva determinate funzioni metaboliche e comportamentali come la digestione, la respirazione o le contrazioni muscolari, ecc.

Nel momento in cui il segnale si distacca, la proteina ritorna alla forma originaria.

Queste alternanze provocano continue mutazioni di forma delle proteine (anche migliaia di volte al secondo) e rappresentano quei movimenti che rendono possibile la vita.

Quando i biologi sono riusciti a dissezionare i cromosomi, hanno scoperto che il materiale genetico è composto essenzialmente da due tipi di molecole: Proteine e DNA.

Le lunghe stringhe di molecole di DNA si possono suddividere in singoli “geni”: segmenti che costituiscono il modello per proteine specifiche.

In questo modo noi abbiamo il “codice” per ricreare il meccanismo proteico della cellula e, attraverso la riproduzione della doppia elica di DNA, l’autoreplica del DNA stesso.

Poiché le caratteristiche di un organismo vivente sono determinate dalla natura delle proteine, e, siccome queste sono codificate dal DNA, è il DNA che determina i caratteri dell’organismo.

E’ così che, per la Genetica, il DNA è la “causa prima” che ha in sé tutte le informazioni ereditarie dell’uomo.

PROGETTO GENOMA

            genoma

In seguito alle più recenti ricerche scientifiche che portano allo studio del Progetto Genoma Umano, si scopre invece che il numero dei geni forniti dal DNA sono insufficienti a coprire i fabbisogni della complessità della vita umana (25000 contro 120000), soprattutto se pensiamo all’infinita gamma dei comportamenti, all’enorme capacità di azioni coscienti espletate, alla coordinazione dei movimenti, alle precise risposte ai mutamenti delle condizioni ambientali, alle capacità di apprendimento e di memoria, alla complessità della fisiologia del nostro organismo, ecc.

Infatti le scoperte rivoluzionarie dell’Epigenetica (controllo del patrimonio genetico) dimostrano che caratteristiche e comportamenti complessi, coordinati e funzionali, nonché metabolismi, rimangono intatti anche in cellule enucleate.

Cioè cellule enucleate conservano le loro funzioni biologiche in assenza di geni. Questo vuol dire che esistono altre memorie cellulari e che i modelli di DNA trasmessi dai geni non sono fissi dalla nascita.

Infatti le influenze dell’ambiente: il nutrimento, lo stress, le emozioni, possono modificare i geni senza modificare il modello base, e l’aspetto più importante di tutto questo è che queste modifiche sono trasmesse alle generazioni future proprio come i modelli di DNA, cioè attraverso la duplicazione della doppia elica.

Possiamo dire che anche le modifiche delle informazioni cellulari prodotte dai segnali, che costituiscono le “esperienze di vita”, possono essere trasmesse come bagaglio di eredità genetica ai figli ed alla stirpe e non soltanto i caratteri trasmessi dal DNA.

LA MALATTIA

                           depression

Così, organi e sistemi implicati in questi mutamenti traducono ed esprimono “modificazioni anatomiche specifiche” che troveremo espresse nella “Medicina Biologica” e dalle scoperte del dott. Geerd Hamer nelle varie fasi della malattia e a seconda dell’organo o del sistema alterato, dimostrando come tutte le malattie hanno una origine psichica.

Il concetto di “unità psicobiologica” viene confermata quando si rilevano, nelle immagini delle T.A.C. cerebrali, alterazioni in precise zone del cervello.

Le immagini evidenziano particolari alterazioni a forma rotonda, nella massa gliale, localizzate in distinte zone cerebrali che determinano l’area in cui si manifesta il conflitto psichico del soggetto e indicano l’organo corrispondente a tale zona dimostrando l’intima connessione che esiste tra psiche-cervello-organo.

Per chiarire:

Dal punto di vista della filogenesi, l’uomo, nella sua evoluzione di milioni di anni, da essere monocellulare ad oggi, ha sviluppato organi e funzioni a seconda delle necessità.

Organi e funzioni che operano secondo un “programma normale” di funzionamento e controllo in relazione a situazioni di sopravvivenza (cibo, territorio, famiglia, ecc.).

Quando accade improvvisamente un evento catastrofico, vissuto psicologicamente come pericolo per la sopravvivenza, provoca uno shock biologico acuto ed inaspettato e si attiva immediatamente, per autodifesa, un “programma speciale”, che altera il normale funzionamento, innescando l’evoluzione di un processo patologico che da un punto di vista filogenetico è “sensato” per la sopravvivenza e che, con una diversa modalità di funzionamento, permetterà di fare fronte al conflitto.

Il “programma speciale” è diverso e specifico per ogni organo coinvolto ed è gestito direttamente dal cervello nella trasmissione delle informazioni per mezzo di neurotrasmettitori.

Come abbiamo già detto, sin dal momento dello shock l’alterazione si manifesta in modo “sincrono” su tre livelli: psiche-cervello-organo, evidenziandosi con un particolare segno cerebrale (focolaio) rilevabile nella T.A.C.

Tale situazione evolverà contestualmente alle diverse fasi della “malattia” sia a livello emotivo che a livello degli organi coinvolti attivando il “programma speciale” fino alla soluzione del conflitto.

Dal momento dello shock il soggetto entra in una fase di simpaticotonia (iperproduzione di cortisolo e adrenalina) che lo sostiene e lo aiuta ad affrontare il conflitto emozionale ed organico fino al momento in cui la condizione conflittuale decade.

Inizia allora una fase di vagotonia durante la quale si manifestano i danni è le patologie provocate nella fase precedente.

Quanto più dura il periodo conflittuale e a seconda della gravità dell’alterazione degli organi, più lungo e più pericoloso sarà il periodo di soluzione del conflitto.

Nel momento in cui la fase di vagotonia è al massimo si ha una crisi (crisi epilettoide) ed è in questa fase che c’è il massimo pericolo (infarto, embolia polmonare, ecc.).

I casi peggiori sono quando il conflitto dura a lungo e/o ripete continue recidive: la situazione si cronicizza e la soluzione diventa sempre più pericolosa perché la crisi sarà più grave.

Bisogna evitare o ritardare la crisi mantenendo il soggetto in simpaticotonia con prodotti simpaticotonici, sia allopatici che omeopatici o naturali, in modo da “guadagnare” tempo per curare le alterazioni patologiche e affrontare la soluzione del conflitto con maggiore sicurezza, utilizzando le terapie più adatte e rispettando i tempi biologici di ogni soggetto.

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